
IL PARCO DI MONTE
ORLANDO
Monte Orlando è un
promontorio calcareo[1],
di modesta estensione e di
non elevata altitudine — non raggiunge, infatti, i duecento metri di altezza —
che precipita nel mare di Serapo con alte e verticali falesie, in più parti fessurate.
Esso è la
continuazione dello sperone di roccia dove sta l'antico centro storico di Gaeta
Sant'Erasmo, il cui panorama, con le inconfondibili forme del campanile romanico e
del castello angioino-aragonese, si ammira dalla sommità del colle.
Sempre dalla sommità
del colle, nell'aria tersa che si apre squarci nel cielo plumbeo dei temporali, specialmente
al tramonto, ma anche quando il grigiore
uniforme del cielo invernale nasconde il sole, si vedono pure le sagome delle Isole Pontine e il
Monte Circeo. E più a sud Ischia,
Procida e Capo Miseno.
Monte Orlando è
piccolo ma prezioso gioiello: insieme, in poco spazio, troviamo
panorami marini di incomparabile luminosità; le profonde spaccature nella roccia,
effetti dei fenomeni geologici, ai quali la credenza popolare ha legato la
morte di Cristo; una ricchissima presenza di specie vegetali, ne sono state
classificate circa cinquecento, manifestazione copiosa della fertilità e della
vitalità naturale; una
notevole presenza di manufatti umani, espressione di pulsioni e credenze
diverse, quali il culto dei morti, la fede religiosa, l'uso della forza a difesa degli interessi materiali. Santuari, mausolei, polveriere, fortificazioni in
mezzo alla vegetazione, con dentro la vegetazione, con sopra la vegetazione
che, approfittando di un momentaneo
rallentamento d'interesse degli uomini, si riappropria dei luoghi che le erano stati tolti, rimargina le ferite infertele, ricopre le secolari cicatrici e le più
prossime.
Negli anni più recenti, i luoghi più
distanti dall'abitato, che poi sono i più
belli (ancora si ascolta il silenzio, o la
risacca del mare sottostante; il vento
fresco dell'estate e quello pungente dell'inverno si alzano inavvertiti; le
forme di terra adagiate all'orizzonte
evocano il delfino e la balena), sono
stati il paesaggio, anche se non esclusivo,
dell'inizio e della fine, di eros e thànatos, di amori extraconiugali e di morti
disperate e solitarie.
Altre faccende
difficilmente vi erano sbrigate, e se lo erano, erano per lo più furtive: come
quelle del pescatore di frodo armato di esplosivo o del cittadino che
nottetempo si disfa del divano sostituito e perciò d'ingombro.
Lentamente, molto
lentamente, qualcuno sale a passeggiare, il
fanciullo a correre, la mamma a
far respirare aria sana al bimbo paffutello...
Così Monte Orlando
diventa un luogo di svago e di quiete; un luogo dove passare
piacevolmente del tempo o dove meditare serenamente; un luogo al riparo dai disagi della
vita urbana che, anche nei piccoli centri, oramai arreca forse più fastidi che agi.
Lo scoprono davvero
tutti, non più soltanto pochi eletti, come il re di Prussia Federico
Guglielmo III che, nel maggio 1821[2],
"accompagnato dal chiarissimo scienziato Alessandro d'Humbold",
girava "la collina planciana erborizzando", come prima di lui faceva
un illustre medico, Francesco Antonio Notarjanni, che "erborizzava del
pari".
In sintonia con
questa riappropriazione da parte dei cittadini, prende forma l'idea di proteggere Monte Orlando,
per salvarlo dalle mire della speculazione
edilizia, dall'ignoranza e dall'insensibilità diffuse nel mondo politico
cittadino.
I primi
passi li compie La Lega per l'Ambiente di Gaeta che, nel 1982, organizza uno
studio ed una mostra fotografica sulla costiera gaetana e nell'anno successivo,
precisamente il 15 e 16 ottobre 1983, un convegno, che si tiene nella sala papa
Giovanni XXIII, dal titolo: Monte Orlando.
Proposta per un parco urbano.
Dopo il convegno, la
Lega per l'Ambiente di Gaeta elabora una proposta di legge regionale per l'istituzione
del Parco di Monte Orlando che,
con alcune modifiche, sarà approvata dalla Regione Lazio e diventerà la legge
regionale 22 ottobre 1986, n. 47, recante come titolo: Istituzione del Parco Regionale Urbano "Monte
Orlando" nel Comune di
Gaeta.
Secondo la legge, che classifica il Parco
di Monte Orlando come urbano, il parco è
destinato: 1) "alla conservazione e alla valorizzazione dell'ambiente naturale in tutte le sue
componenti biotiche ed abiotiche";
2) "alla conservazione ed alla valorizzazione dei monumenti storici e dei beni architettonici"; 3)
"alla fruizione corretta e razionale del patrimonio naturale e
storico" (art. 3).
La gestione del parco
è affidata al Comune di Gaeta (art.4), che si avvale della consulenza di un
comitato consultivo tecnico-scientifico, di cui fanno parte: 1) un esperto di
pianificazione territoriale, 2) un botanico, 3) un geologo, 4) uno zoologo,
5) un esperto di problemi del turismo, 6) un esperto della Soprintendenza per i
monumenti
del Lazio meridionale, 7) tre rappresentanti delle associazioni naturalistiche del
Lazio, 8) un rappresentante della Lega per l'Ambiente di Gaeta, 9) un
rappresentante del Centro Storico Culturale di Gaeta (art. 5).
Il quadro generale
dell'assetto territoriale del parco è stato stabilito attraverso il piano
di assetto, adottato dal Comune di Gaeta con deliberazione consiliare
n. 627 dell'1ottobre 1992. Il piano d'assetto indica gli interventi: 1) per la
tutela degli ecosistemi e dei processi ecologici; 2) per il mantenimento della
più ampia diversità genetica delle
specie animali e vegetali presenti nel parco; 3) per l'utilizzo degli ex manufatti militari per le attività
collegate alla vita del parco.
Circa i punti 1) e
2), il piano d'assetto parte dal presupposto generale che bisogna assecondare
lo sviluppo naturale dei diversi stadi evolutivi della vegetazione. Gli interventi
umani sono, pertanto, limitati e costituiscono l'eccezione. È consentito un
intervento ricostruttivo con l'uso di lecci in un'area usata precedentemente come
discarica di materiale, lungo la via Planco, a monte della strada che conduce
allo stabilimento
grafico militare. È ammessa anche la rimozione degli alberi secchi nella
ganga[3]
e nel bosco la deposizione di sostanza vegetale sul terreno per favorire il
ricostituirsi dell'humus.
Il piano d'assetto
individua tre zone destinate a riserva orientata. Nella prima, circa
cento metri quadri lungo il lato ovest della ex polveriera Carolina, è
presente l'Ophrys tirrena. Per garantire la presenza e lo sviluppo di questa rara orchidea,
è prevista l'asportazione sistematica e
periodica di quelle specie che la contrastano. Nella seconda area, al di
sotto del circuito anulare delle batterie Monte Orlando, precisamente nel lato sudest, è prevista la stessa operazione
per consentire lo sviluppo di diverse graminacee e leguminose. Nella terza area, a monte della ex polveriera Trabacco e
limitrofa alle stazioni di crescita
della Lavatera maritima e della Medicago arborea, è prevista la semina di queste due ultime specie.
La legge istitutiva
del parco prevede la realizzazione di un museo storico delle fortificazioni e
dell'uso del territorio di Monte Orlando. Il museo ha come finalità l'illustrazione e la documentazione
degli aspetti tecnici dei manufatti e la promozione di una cultura
della pace. È prevista,
altresì, la costituzione di un museo-laboratorio naturalistico con erbario e biblioteca (art.7).
Il piano d'assetto
destina la Trinità Inferiore a sede del museo naturalistico e a sezione del
museo storico, che sarà ospitato anche nella batteria Cinque Piani. Nella Trinità
Inferiore e nella ex polveriera Ferdinando saranno ospitate le attività
didattiche, a carattere ambientale, storico, paesaggistico e architettonico (il museo naturalistico è stato realizzato nell’ex polveriera Ferdinando, restaurata alla
fine degli anni novanta del XX secolo con finanziamenti comunali ed europei).
. Nella ex polveriera Trabacco
(attualmente in restauro) è prevista una sezione di zoologia marina. Gli uffici
del parco
saranno ospitati nella Trinità Superiore e nell'edificio dell'ex comando della
batteria Torre Orlando Superiore. La legge regionale 47 del 1986 vieta,
nell'area di rispetto del parco, cioè nell'area compresa tra il confine del
parco e il confine del centro storico Sant'Erasmo, l'apertura di nuove strade e
l'esecuzione di nuove opere edilizie (art. 2).
La legge istitutiva
del parco, tra le norme di salvaguardia, vieta: 1) la manomissione e
l'alterazione delle caratteristiche naturali; 2) l'esercizio della caccia;
3) l'accensione di fuochi; 4) la discarica di oggetti di qualsiasi natura; 5)
la raccolta di fiori, funghi, minerali, fossili, reperti storici,
paleontologici e paleoetnologici; 6) l'abbandono di cani; 8) la circolazione e
la sosta dei mezzi motorizzati non autorizzati.
Il regolamento d'attuazione, approvato
insieme al piano d'assetto, prevede
l'estensione del divieto di circolazione dei mezzi motorizzati non autorizzati in tutta l'area del parco ed
introduce anche il divieto di
pascolo.
Esso stabilisce anche
le modalità d'accesso al parco: senza limitazioni nei giorni feriali del periodo 23
settembre 21 marzo compresi; nei giorni festivi e in tutto il periodo che va
dal 22 marzo al 22 settembre è consentito l'accesso di non più di 200 visitatori
giornalieri, compresi gli appartenenti a non più di due gruppi organizzati.
Stabilisce, altresì,
che, per scopi didattici e previa autorizzazione, in caso di visite guidate e
in presenza del personale addetto al parco, è consentito il prelievo di organi
epigei[4]
delle specie non erbacee, con l'esclusione
delle specie rare (Lavatera maritima, Daphne sericea, Cercis siliquastrum, Anagyris foetida, Medicago arborea, Anthyllis
barba-jovis, Sorbus torminalis).
Il piano d'assetto
dispone la rimozione dei numerosi ripetitori radiotelevisivi presenti
vicino al mausoleo Planco, che, tra l'altro, sono nocivi alla salute
umana.
I visitatori nel parco non possono abbandonare i sentieri.
Sono previsti sentieri di tre tipi: sentieri storico — archeologici, sentieri
naturalistico
— paesaggistici, sentieri didattici.
Oggi il parco di Monte Orlando, insieme al parco
suburbano di Gianola - Monte di Scauri e al monumento naturale Promontorio di
villa Tiberio e costa torre Capovento - punta Cetarola, fa parte del parco della
Riviera d’Ulisse, istituito con legge regionale n. 21 del 6 giugno 2003 ed è
gestito dalla regione Lazio.
Monte Orlando, alto 167 metri, ha
un'estensione di circa 138 ettari, di cui 53
sono parco e 85 zona di rispetto.
[1] Monte Orlando è formato prevalentemente da calcari e
calcari dolomitici, la cui origine geologica risale ad un periodo compreso tra
i 160 e i 65 milioni di anni fa. Tra i calcari vi sono anche interstrati di argille verdastre o rossastre.
Nella roccia si incontrano resti fossili di briozoi e brachiopodi.
L'emersione del promontorio risale al pliocene (da 7 a 2 milioni di anni fa). Le fessurazioni della Montagna Spaccata
sono state causate dall'abrasione marina
e da fenomeni carsici che hanno provocato movimenti franosi. A 8 e a 2 metri
sul livello attuale del mare si
osservano due scanalature sempre dovute all'abrasione marina.
[2] Secondo quanto dice
lo storico locale Onorato Gaetani D'Aragona.
[3] Gariga: associazione vegetale composta da arbusti bassi
e sparsi.